Confagricoltura Calabria contraria " Posizione netta a tutela delle aziende vitivinicole del territorio, che in questi anni hanno contribuito in modo essenziale a dare prestigio all'enologia calabrese" alla megadiscarica di Lamezia Terme
Confagricoltura Calabria lancia nuovamente l’allarme sullo spinoso problema legato alla decisione di creare a Lamezia Terme una megadiscarica di oltre 800.000 metri cubi, destinata allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che creerebbe ingenti danni all’immagine dell’agricoltura del comprensorio, con pesanti ricadute dal punto di vista igienico-sanitario ed economico per le aziende agricole lametine. A preoccupare l’Organizzazione degli imprenditori agricoli calabresi è soprattutto l’avvenuta consegna ad alcune aziende vitivinicole di Lamezia Terme dell’ordinanza di avvio del procedimento di esproprio per la costruzione dell’ecomostro, a firma del Commissario delegato per l’Emergenza Ambientale, che determinerebbe tra l’altro la distruzione di pregiati vigneti della denominazione Lamezia, iscritti all’albo DOC e IGT, destinati a produrre vini di punta dell’enologia calabrese. Il progetto, di cui si parlava da tempo, pareva fosse stato bloccato per l’annunciato impegno delle istituzioni regionali, poi disatteso. A questa iniziativa si è sempre opposta con forza Confagricoltura Calabra che ha preso una posizione netta a tutela delle aziende vitivinicole del territorio, che in questi anni hanno contribuito in modo essenziale a dare prestigio all’enologia calabrese, grazie a premi e riconoscimenti ottenuti nelle più prestigiose manifestazioni fieristiche. Se oggi la Calabria si presenta con un’immagine di viticoltura di qualità - prosegue la nota di Confagricoltura Calabria - è proprio per merito di produttori che credono ancora nella propria terra e nel lavoro onesto. Questo duro colpo, tuttavia, rischia di fare prevalere la sfiducia nella regione e i produttori e Confagricoltura Calabria si preparano ora ad un'azione congiunta e incisiva per bloccare il progetto. Purtroppo, ad oggi le sollecitazioni di Confagricoltura Calabria non hanno trovato alcun riscontro da parte dell’amministrazione comunale e per questo motivo l’Organizzazione si appella all’Assessore Regionale all’Agricoltura Mario Pirillo, che si è sempre dimostrato sensibile nei confronti delle criticità dell’agricoltura calabrese, da cui ci si aspetta ora una presa di posizione forte e chiara, così come anche da parte delle forze politiche del comprensorio lametino, che fino ad oggi sono state mute nei confronti di questo problema, tranne qualche eccezione. Secondo Confagricoltura Calabria non si tratta infatti solo di un problema di immagine ma anche di carattere economico. Circa cento famiglie, attualmente impegnate nei vigneti, rischiano di perdere il posto di lavoro. In un momento critico come quello che l’economia nazionale sta attraversando, questo sarebbe deleterio. In Calabria non si tutelano le eccellenze e questo progetto ne è la più eclatante dimostrazione - conclude la nota di Confagricoltura Calabria - Invece che supportare chi lavora onestamente e contribuisce a riqualificare la regione, le istituzioni infliggono un duro colpo a uno dei prodotti bandiera, non solo per valore economico, ma anche per storicità di produzione. La coltivazione della vite in Calabria, infatti, risale agli antichi greci, che chiamavano la nostra terra "Enotria".n
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